Chiaramonte Gulfi
Home arrow Archivio notizie arrow Aeroporto di Comiso, al convegno di Chiaramonte illustrate tutte le prospettive del nuovo scalo
Aeroporto di Comiso, al convegno di Chiaramonte illustrate tutte le prospettive del nuovo scalo
martedì 08 agosto 2006

Un convegno per fare chiarezza sulla gestione dell’Aeroporto di Comiso e sulle ricadute che la stessa opera infrastrutturale potrà avere per il territorio, in particolare quello chiaramontano. E’ questo il senso dell’iniziativa che l’Amministrazione comunale di Chiaramonte Gulfi ha promosso ieri sera presso lo splendido scenario della Villa comunale e che ha visto, tra gli altri, la partecipazione dei sindaci di Comiso e Vittoria, rispettivamente Pippo Digiacomo e Giuseppe Nicosia. A fare gli onori di casa il primo cittadino di Chiaramonte Giuseppe Nicastro.

C'erano anche il presidente della Camera di commercio di Ragusa, Pippo Tumino, il presidente dell’Asi, Gianfranco Motta, nonché il Rup Nunzio Micieli. C’era anche il consigliere Gino Calvo delegato dal presidente della Provincia regionale di Ragusa, Franco Antoci, a seguire le problematiche dell’aeroporto (a proposito di presunte polemiche sul mancato invito all’ente di viale del Fante, il primo cittadino chiaramontano ha chiarito che si tratta di una questione inesistente in quanto l’Amministrazione comunale aveva regolarmente rivolto il proprio invito al presidente Antoci il quale aveva fatto sapere che per il 7 agosto sarebbe stato assente iniziando il proprio periodo di ferie e che quindi avrebbe inviato un proprio rappresentante).

Nel suo intervento iniziale, Nicastro ha posto l’accento sui motivi che hanno portato il Comune ad organizzare l’iniziativa sottolineando come Chiaramonte sente questo aeroporto un po’ suo. “Dovete considerare – ha detto il sindaco – che 32 ettari di territorio comunale fanno parte della superficie recintata dell’aeroporto di Comiso. Abbiamo, poi, qualcosa come 3.800 ettari che sono invece vincolati in base alla vicinanza all’aeroporto. Si capisce bene che a fronte di questi sacrifici che un territorio fa, occorre valutare gli aspetti positivi. Tra questi, quelli di una ricaduta in termini economici ed imprenditoriali. Occorre comprendere quali le prospettive che si aprono con la realizzazione di questa infrastruttura. Stiamo lavorando, insieme con il Comune di Comiso, affinché tutta quella zona che congiunge Chiaramonte a Comiso, cambi destinazione. Per noi è una zona agricola, ma alla luce del costruendo aeroporto non ha più senso. Stiamo lavorando per fare in modo che si proceda ad una revisione del Prg di Chiaramonte perché quella è una zona che deve essere destinata ad insediamenti produttivi, turistici, commerciali”.

Il presidente della Camera di commercio, Pippo Tumino, ha sottolineato che “una struttura aeroportuale non è lo sviluppo, ma serve per lo sviluppo. La notizia del parere dell’Avvocatura di Stato nei fatti ripropone un problema, quello della gestione del sito. Rimango convinto che noi non dobbiamo cadere nell’errore di sentirci l’ombelico del mondo. Dobbiamo cominciare a pensare a come gestirlo, creandoci delle alleanze, entrando in relazione con altri soggetti che da anni operano nel settore dell’aeroportualità”. Il presidente dell’Asi, Gianfranco Motta, ha spiegato che “non basta una pista e una torre di controllo per fare un aeroporto. Non basta neppure una struttura dotata di servizi e professionalità, anche se adeguate, affinché un aeroporto venga scelto dalle compagnie aree come scalo preferenziale. Soltanto un insieme variegato di fattori può determinare quei valori di traffico, di merci e di passeggeri, che consentano l’efficienza e l’economicità dell’azienda aeroporto”.

Gino Calvo ha affermato come la Provincia regionale si sia adoperata per creare quel supporto sinergico istituzionale necessario a far decollare l’aeroporto che “deve diventare – ha aggiunto il consigliere – il volano per lo sviluppo economico per la provincia di Ragusa”. Anche il sindaco Nicosia ha sostenuto che l’aeroporto apre scenari di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’area iblea. Nicosia ha poi evidenziato l’operatività dell’Amministrazione comunale di Comiso nel procedere spedita per la realizzazione “di un’opera pubblica che gli enti locali devono avere a cuore e che però non deve essere nell’interesse solo degli enti locali che debbono fare la loro parte a fianco delle Amministrazioni comunali che stanno sposando questa grande avventura. Dovrà esserci il massimo della concertazione e della partecipazione”.

Il Responsabile unico del procedimento ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori chiarendo che, se non ci saranno intoppi, dovrebbe essere rispettata la data di scadenza per la consegna dell’aeroporto, vale a dire aprile del 2007. E’ già stato pavimentato il piazzale degli aeromobili mentre si attende la copertura in ferro della struttura destinata a torre di controllo.

Il sindaco di Comiso Pippo Digiacomo, che ha concluso gli interventi, ha ringraziato pubblicamente, a nome della Sicilia sud-orientale, la collaborazione dei sindaci di Chiaramonte e Vittoria perché senza di ciò “sarebbero passati anni, anni e anni e però se non esproprio una particella di terreno non combino un bel nulla. Ed invece siamo arrivati a questo punto grazie alla loro collaborazione di cui ci dovremo ricordare al momento di mettere su un progetto di società di gestione. Perché un territorio che non sa essere grato nei confronti di chi ha operato un sacrificio, non è un territorio che si rispetti. Questo impegno lo possiamo mantenere proprio perché era corretto quell’itinerario che prefigurava il territorio come proprietario dell’impianto e non lo Stato, né qualsiasi altro ente. Il Comune di Comiso è il proprietario dell’impianto e quindi il regime privatistico va assunto in questa specie particolare. Nessuno pensa che un aeroporto “privato” sia della proprietà di qualcuno in regime privatistico, cioè domani ce lo vendiamo. La filosofia del parere dell’Avvocatura di Stato è questa. L’aeroporto di Comiso, difformemente dagli altri aeroporti italiani, non nasce per legge dello Stato. Dal dopoguerra ad oggi, l’aeroporto di Comiso è il primo che si realizza non per legge dello Stato, un caso singolare. L’idea che avevamo avuto sin dall’inizio è stata in qualche modo corroborata dal parere dell’Avvocatura. Quindi, la grande novità è che se lo Stato non è proprietario non concede alcunché. L’aeroporto non gravato da una tassa di concessione che può anche ammontare a svariate centinaia di migliaia di euro si rende competitivo rispetto a tutti gli altri aeroporti che sono sul nostro territorio nazionale”.

 
< Prec.   Pros. >