Chiaramonte Gulfi
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Chiusa in via definitiva la fase del dissesto finanziario
mercoledì 05 ottobre 2005
Il ministero degli Interni ha comunicato a palazzo di Città l'accoglimento dell'istanza per l'accesso al fondo che finanzia i mutui integrativi alle necessità delle procedure di liquidazione. A Chiaramonte destinati oltre 580.000 euro



Chiusa definitivamente la fase del dissesto finanziario per il Comune di Chiaramonte Gulfi. La notizia, giunta nelle ultime ore, è stata accolta con notevole soddisfazione a palazzo di Città. A seguito dell’istanza presentata al ministero dell’Interno il 29 luglio del 2004, per l’accesso al Fondo ministeriale di cui all’articolo 255, comma 5, del decreto legislativo 267/00, lo stesso che finanzia i mutui integrativi alle necessità delle procedure di liquidazione, il Comune ha ricevuto, dal ministero degli Interni, la comunicazione che la commissione per la finanza degli Enti locali, nella seduta del 27 settembre scorso, ha ammesso Chiaramonte Gulfi alla ripartizione del suddetto fondo. Pertanto, verrà erogato all’ente locale un mutuo a totale carico dello Stato per la somma richiesta.

“La richiesta di accesso al fondo – spiega il sindaco Giuseppe Nicastro – è stata di euro 587.192,12 ed ha riguardato passività pregresse, emerse dopo l’approvazione del Piano di estinzione dei debiti da parte dell’organo di liquidazione e dopo che le stesse sono state riconosciute rientranti nella competenza di quest’ultimo, il quale dovrà pertanto provvedere ai relativi pagamenti attingendo appunto all’ulteriore dotazione statale”.

Il contenzioso era maturato in seguito alle sentenze emesse successivamente al piano di estinzione originario. “L’operazione non era facile – aggiunge il primo cittadino – ma siamo riusciti a conseguire tale importante risultato che, se non raggiunto, avrebbe rischiato di dissestare nuovamente il Comune. Un risultato conseguito grazie al prezioso lavoro di squadra con cui l’Amministrazione e l’Ufficio finanziario comunale hanno saputo cogliere la notevole opportunità offerta dalla legge per sanare passività pregresse risalenti alla fine degli anni Ottanta”. Per il primo cittadino, insomma, è stata riconosciuta “la giustezza delle posizioni del Comune quando dicevamo che questi debiti non erano di competenza comunale e che doveva essere la commissione liquidatrice ad estinguerli”.
 
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