Chiaramonte Gulfi
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Commemorato Giovanni De Vita, illustre artista chiaramontano, nel centenario della nascita
giovedì 30 novembre 2006

La prestigiosa figura di Giovanni De Vita, artista elegante ed uomo di grande umanità, è stata ricordata mercoledì sera a Chiaramonte Gulfi, presso la sala Leonardo Sciascia, nel corso di una cerimonia organizzata in occasione del centenario della nascita. Il maestro, infatti, vide i natali nel centro montano il 29 novembre del 1906 e qui trascorse gran parte della sua vita, lavorando assiduamente nel suo studio di via Castello dove, per l’occasione, l’Amministrazione ha voluto deporre una lapide ricordo.

La cerimonia commemorativa di mercoledì sera è stata voluta per avviare un percorso di rilettura e promozione dell’opera di questo illustre cittadino chiaramontano.


“La città – ha detto il sindaco Giuseppe Nicastro – ha voluto tributargli un grande onore. Chiaramonte gli ha già dedicato uno degli otto musei, forse il più significativo, con la creazione della pinacoteca a lui intitolata. In tale spazio troveranno man mano alloggiamento, specialmente dopo il restauro di palazzo Montesano in fase di ultimazione, altre testimonianze dell’uomo e dell’artista, prima tra tutte il grande dipinto di San Paolo che sarà sottoposto ad un accurato restauro per essere reso fruibile ai visitatori”. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai familiari dell’artista per aver condiviso l’iniziativa del Comune al fine di perpetuare il ricordo del maestro. Il presidente della Provincia regionale di Ragusa, Franco Antoci, ha inteso invece sottolineare la peculiarità dell’opera di De Vita che, assieme a quella di altri grandi artisti iblei, verrà raccolta in una speciale pubblicazione che l’ente di viale del Fante sta predisponendo in occasione dell’ottantesimo anniversario della propria costituzione.


Le relazioni dei critici d’arte Paolo Nifosì e Giorgio Flaccavento hanno cercato di chiarire le caratteristiche della produzione del “poeta della luce”, così come De Vita è stato definito. Nifosì ha concentrato la propria attenzione sul cosiddetto periodo argentino, quando, cioè, trascorrendo De Vita una parte della propria vita nel suddetto Paese del Sud America, influenzò la sua pittura con riferimenti paesaggistici legati a quel territorio. E per l’occasione, i familiari di De Vita hanno presentato quattro inediti dell’artista, realizzati in Argentina, e resi noti grazie ad un collegamento telematico concretizzatosi qualche ora prima della cerimonia di ieri.
Flaccavento, invece, ha tratteggiato l’ambiente artistico del territorio dell’attuale provincia di Ragusa a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, lo stesso in cui si è mosso De Vita, giungendo, tra l’altro, alla conclusione che l’artista chiaramontano, nonostante la parentesi argentina, era caparbiamente attaccato al suo mondo, alla sua terra.

 
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