Proficua missione questa mattina a palazzo di Città per
l'inserimento di alcuni beni monumentali del centro montano nel
Patrimonio dell'Umanita'

Il
sindaco Giuseppe Nicastro, assieme alla consigliera comunale Antonella
Occhipinti delegata per il turismo e al dirigente del relativo settore,
dott. Giuseppe Cultrera, ha ricevuto questa mattina, a palazzo di
Città, la delegazione Unesco, guidata dal presidente della commissione
nazionale siti Unesco, prof. Felice Vertullo, con il presidente della
Compagnia San Paolo, dr. Giulio Mondini. Questi ultimi sono stati
accompagnati dal senatore Riccardo Minardo.
La discussione è stata
centrata sulla possibilità di inserire alcuni beni architettonici della
cittadina chiaramontana nella World heritage list dell'Unesco al pari
di quanto già accaduto negli anni scorsi per altri Comuni iblei.
Il
prof. Vertullo ha spiegato che la commissione è stata chiamata a
verificare la presenza dei requisiti necessari, con riferimento a
palazzi di età tardobarocca, per fare in modo che anche Chiaramonte
Gulfi possa essere annoverata nel Patrimonio dell'Umanità. Lo stesso
Vertullo si è detto molto colpito dalle bellezze architettoniche di
Chiaramonte e, accompagnato dal sindaco e dalla consigliera Occhipinti,
ha potuto effettuare un sopralluogo per valutare con attenzione se e
quali monumenti architettonici sarà possibile considerare per una
eventuale procedura di inclusione tra i siti Unesco.
"Il percorso da
effettuare - ha spiegato Vertullo - è molto lungo e complicato. Ma il
fatto che siamo qua oggi testimonia, se ce ne fosse di bisogno, la
volontà di prendere in considerazione tale circostanza per estendere i
siti Unesco della provincia di Ragusa rispetto a quelli già esistenti".
"Dal
nostro punto di vista - ha detto dal canto suo il sindaco Nicastro -
metteremo a disposizione della delegazione tutte le informazioni e le
notizie che saranno richieste, oltre ad altri supporti, perchè la
valutazione possa avvenire nel modo più completo possibile. Inutile
parlare della validità delle ripercussioni, sul fronte dell'incremento
turistico, che una ipotesi di inclusione di Chiaramonte nei siti
Unesco, potrebbe avere per la nostra città".