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Predisposto dal sindaco di Chiaramonte Gulfi, in qualità di coordinatore Anci, il testo del manifesto che sarà diffuso nei dodici Comuni iblei. Chiesto l'intervento della deputazione nazionale
Il sindaco di Chiaramonte, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale dell’Anci, ha inviato questa mattina una nota alla deputazione nazionale dell’area iblea (senatori Gianni Battaglia e Riccardo Minardo, deputati nazionali Giuseppe Drago, Giovanni Mauro e Saverio La Grua) in cui si comunica che i primi cittadini della provincia di Ragusa hanno concordato di approntare un manifesto pubblico da affiggere nei dodici comuni in cui si rappresenta la posizione di condanna delle Amministrazioni per le penalizzazioni agli enti locali inserite nella nuova Finanziaria. “Si invita – è scritto nella nota – la deputazione nazionale ad intervenire in merito”. Ma cosa dice il testo del manifesto predisposto dai sindaci?
“Ancora una volta – è specificato nel documento – una legge finanziaria dello Stato torna a colpire gli Enti locali, mediante il taglio netto dei trasferimenti statali del 6,7%. Tale manovra governativa rappresenta solo l’ultimo, ennesimo episodio di una politica che da diversi anni sta penalizzando il mondo degli Enti locali ed i Comuni in special modo, attraverso i vari patti di stabilità, i decreti taglia spese, i blocchi delle assunzioni e gli altri lacci e laccioli che si susseguono con un ritmo ed un rigore crescente, divenuto ormai insostenibile, che rende sempre più difficile l’Amministrazione dei nostri enti e cerca di ribaltare su questi, scelte impopolari e penalizzanti per i cittadini, anche attraverso alcune critiche strumentali di ministri ed assessori regionali, che invitano sindaci ed Amministrazioni locali a sanare i Bilanci riducendo le spese meno essenziali”.
“In realtà – continua il manifesto – gli amministratori locali hanno fatto e continuano a fare, responsabilmente, tutto il necessario per cercare di garantire ai propri cittadini, pur con bilanci sempre più poveri, i tanti servizi essenziali dovuti, tra cui molti delegati da Stato e Regione che, in ossequio ai principi di devoluzione e sussidiarietà, assegnano agli Enti locali sempre maggiori compiti e responsabilità amministrative ma, piuttosto che garantire parallelamente i mezzi necessari per poterli adeguatamente fronteggiare, riducono le risorse finanziarie a loro disposizione e prevedono sempre maggiori vincoli ed impedimenti al loro utilizzo. Posto e ribadito ciò, va quindi chiarito che, se da un lato le Amministrazioni locali non possono tagliare servizi che la legge impone agli enti di erogare o che risultano comunque essenziali in un contesto civile, dall’alto lato non intendono prendere in considerazione l’ipotesi di scaricare sui cittadini queste penalizzazioni finanziarie, ricorrendo all’aumento dei tributi comunali. Prestarsi a tale manovra, con l’ulteriore aggravio della pressione fiscale, da un lato rischierebbe dei pesanti contraccolpi sull’economia reale dei nostri paesi e sulle già provate finanze dei loro cittadini, dall’altro porterebbe a tradire la fiducia delle comunità amministrate, che trovano nei nostri enti il principale punto di riferimento alle loro istanze di servizi”.
“Per quanto sopra – conclude il manifesto – chiediamo a tutta la deputazione nazionale della provincia di Ragusa di volersi adoperare, nei modi e nelle sedi che si riterranno più opportune, per scongiurare l’approvazione definitiva di una manovra finanziaria tanto penalizzante per gli Enti locali ed i Comuni in particolare, che avrebbe conseguenze gravissime sui già poveri Bilanci di tali Enti e conseguentemente sulle comunità amministrate per gli indubbi e iniqui riflessi sui servizi ai cittadini”.
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