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Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, nella qualità di coordinatore provinciale Anci, ha inviato una nota al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell’Interno, al presidente della Regione Sicilia nonché all’assessore regionale Enti locali. Nicastro chiede che i programmi di governo di ciascuno dei destinatari della missiva, predisposta dal primo cittadino facendosi sicuro interprete dello spirito e delle attese di tutte le amministrazioni locali iblee, assicurino la massima attenzione alle difficili realtà comunali, varando delle politiche che riconoscano l’importanza di questo livello amministrativo e sappiano garantirgli quella solidarietà e quel sostegno finanziario che sono essenziali per governare il territorio ed assicurare ai propri cittadini il necessario livello di servizi.
“E’ ora che vada finalmente riconosciuto – scrive Nicastro – che i Comuni sono una fondamentale ricchezza per il Paese e che, grazie al contatto più diretto con il territorio amministrato e alla conoscenza e gestione immediata di tutte le sue esigenze, hanno un ruolo centrale per la sua governabilità e per il suo sviluppo socio-economico, cosa del resto già riconosciuta dalle recenti riforme che parlano di una pari dignità istituzionale tra i vari livelli di Governo all’interno del principio di sussidiarietà e prevedono una corresponsabilità verso gli obiettivi prioritari del Paese. A fronte di ciò, però, il mondo degli Enti locali e dei Comuni, in special modo, risulta sempre più penalizzato attraverso i vari patti di stabilità, i decreti taglia spese, i blocchi delle assunzioni e gli altri lacci e laccioli che si susseguono con un ritmo ed un rigore crescente, divenuto ormai insostenibile. Ciò nonostante, i Comuni hanno fatto e continuano a fare, responsabilmente, tutto il necessario per garantire ai propri cittadini, pur con bilanci sempre più poveri, i tanti servizi essenziali, molti dei quali, per i principi di devoluzione e sussidiarietà, sono delegati da Stato e Regione che, tuttavia, piuttosto che garantire parallelamente i mezzi necessari per poterli adeguatamente fronteggiare, riducono le risorse finanziarie a loro disposizione e prevedono sempre maggiori vincoli ed impedimenti al loro utilizzo”. Per Nicastro, questo rende sempre più difficile l’amministrazione degli enti e cerca di ribaltare su questi scelte impopolari e penalizzanti per i cittadini. “E’ importante però sottolineare – spiega ancora il coordinatore provinciale Anci – che se da un lato le Amministrazioni locali non possono tagliare servizi che la legge impone agli Enti di erogare o che risultano comunque essenziali in un contesto civile, dall’altro lato non intendono prendere in considerazione l’ipotesi di scaricare sui cittadini le relative penalizzazioni finanziarie, con l’aumento dei tributi comunali e quindi un ulteriore aggravio della pressione fiscale, che da un lato rischierebbe pesanti contraccolpi sull’economia reale dei nostri paesi e sulle già provate finanze dei loro cittadini, dall’altro porterebbe a tradire la fiducia delle comunità amministrate, che trovano nei nostri Enti il principale punto di riferimento alle loro istanze di servizi e alla loro esigenza di equità”.
Il sindaco Nicastro spiega, quindi, che “occorre consentire ai Comuni di esercitare e valorizzare il loro ruolo cardine di soggetti che curano gli interessi e promuovono lo sviluppo delle proprie comunità, e a tal fine garantire dei meccanismi di distribuzione dei finanziamenti ed una coerente attribuzione di risorse in relazione alle funzioni delegate ai Comuni, che da parte loro sono pronti a svolgere tutti i propri compiti ma chiedono appunto ai superiori livelli di governo una funzione vitale di stimolo e di sostegno e una programmazione strutturata e fatta di risorse certe e congrue”. |