|
La sollecitazione del sindaco di Chiaramonte, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore Anci, spinge il prefetto di Ragusa ad intervenire. Al centro dell'attenzione i disagi finanziari patiti dai Comuni dell'area iblea
Si è tenuto giovedì mattina, in Prefettura, a Ragusa, il vertice convocato dal prefetto di Ragusa, Sandro Calvosa, dopo la richiesta inoltrata dal sindaco di Chiaramonte, Giuseppe Nicastro, in qualità di coordinatore provinciale Anci. All’incontro hanno preso parte, oltre allo stesso Nicastro, anche il sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, e i rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Pozzallo, Ispica e Santa Croce. Il sindaco di Chiaramonte ha sottoposto all’attenzione del rappresentante del Governo le gravi questioni di carattere finanziario che gravano sugli enti locali iblei. Infatti, il ministero dell’Interno, in sede di trasferimento dell’ultima rata del contributo ordinario dell’anno 2005, non ha saldato quanto dovuto trattenendo un importo di circa il 70% di tale terza rata, corrispondente a circa il 30% del contributo ordinario relativo all’intero corrente esercizio finanziario. Nicastro ha sottolineato come ciò comporta per i Comuni, in termini di cassa, notevoli difficoltà, atteso che a breve dovranno essere corrisposte al personale le retribuzioni di dicembre e tredicesima mensilità, e dovranno pure essere saldate le seconde rate scadute dei mutui, nonché tutti gli altri pagamenti a favore dei vari fornitori. “Anche quei Comuni che non hanno problemi di cassa – ha spiegato il sindaco Nicastro – dovranno sicuramente fare ricorso all’anticipazione con la tesoreria e saranno costretti a pagare a quest’ultima esosi interessi passivi per cause non proprie. Non si comprende, dunque, perché lo Stato con una circolare aveva assicurato che entro il mese di ottobre sarebbe stato tutto saldato. Questa situazione è ancora più grave se la si va a sommare ai ritardi cronici da parte della Regione Sicilia la quale peraltro, all’Ars, deve ancora approvare le variazioni di Bilancio per determinare in maniera definitiva il trasferimento dell’anno 2005”.
Il prefetto si è immediatamente attivato presso il ministero dell’Economia per sollecitare l’integrazione di questa terza trimestralità entro il corrente anno. I rappresentanti dei Comuni hanno poi deciso, ciascuno per la propria parte, di investire della questione i deputati nazionali dell’area iblea.
|