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Il Patto di stabilità rischia di diventare un freno per la corretta gestione finanziaria degli Enti locali. E’ il sindaco del Comune di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, a sottolinearlo in una nota inviata al prefetto di Ragusa, Marcello Ciliberti, parlando di conseguenze insostenibili ed assurde.
“Per il nostro Comune – spiega Nicastro – è impossibile, fino al 31 dicembre di quest’anno, attingere liberamente alle proprie disponibilità finanziarie per far fronte ai pagamenti in scadenza. A ciò si è costretti al fine di rispettare i parametri imposti dal Patto, la cui inosservanza condurrebbe a sanzioni che l’Ente deve assolutamente evitare, nell’interesse dei propri cittadini e della propria funzionalità generale. Basti pensare che, diversamente, l’Amministrazione sarebbe costretta all’applicazione obbligatoria dell’addizionale Irpef, alla riduzione del 10% della spesa per beni e servizi, non potrebbe operare alcun tipo di assunzione a nessun titolo e addirittura non potrebbe ricorrere ad alcuna forma di indebitamento per investimenti”. Nicastro, nel suddetto documento, spiega che “in tal modo l’Ente, suo malgrado e sebbene, si ribadisce, ne abbia la piena possibilità, non può procedere al puntuale e completo pagamento dei propri creditori (fornitori, ditte appaltatrici, professionisti, etc.), esponendosi, oltre alle giuste lamentele degli stessi, anche alle relative azioni giudiziarie, con notevoli aggravi di costi”. Per tale ragione, il sindaco chiede l’autorevole intervento del prefetto di Ragusa affinché quest’ultimo, per le competenze che gli sono riconosciute, si faccia interprete presso le sedi opportune delle possibili soluzioni della problematica in questione.
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