Chiaramonte Gulfi
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Risorse economiche sottratte alla Comunitą montana, Nicastro chiede ad Antoci di intervenire
sabato 23 dicembre 2006

Dal 1996 al 2006, le quote di conferimento annuali relative ai contributi ordinari e consolidati dello Stato spettanti a tutti i territori rientranti nella ex comunità montana “Zona G”, di cui fa parte l’area iblea e più nello specifico il territorio comunale chiaramontano, sono stati erogati interamente alla Provincia regionale di Siracusa, come risulta espressamente dal sito Finanza Locale del Ministero dell’Interno, che ha omesso di stornare alla Provincia regionale di Ragusa quanto le spettava.

Per tale ragione, il sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, dopo l’intervento in proposito del deputato regionale Orazio Ragusa che, di fatto, ha messo in luce l’intera vicenda (il sindaco parla di “meritorio interessamento da parte del deputato regionale che, ancora una volta, ha dato dimostrazione del suo concreto impegno a sostegno degli interessi dei nostri Comuni”), ha scritto una nota al presidente Ap, Franco Antoci, chiedendo che lo stesso si faccia promotore di un autorevole e responsabile intervento, presso l’Amministrazione provinciale di Siracusa, percorrendo tutte le strade del dialogo e del confronto politico al fine di recuperare le somme pregresse o, almeno, una buona parte tra queste.


“E’ infatti di tutta evidenza – scrive Nicastro – la pesante penalizzazione economica subita per oltre un decennio dai comuni montani della nostra provincia, situazione aberrante che va senz’altro ricomposta con il recupero delle somme pregresse spettanti ai nostri Comuni montani e con la corretta canalizzazione degli stessi futuri contributi attraverso la Provincia regionale di Ragusa e non più con accredito a quella di Siracusa, con le conseguenze che abbiamo visto. Restiamo pertanto in attesa di ricevere notizie in merito, sottolineando però che tale vicenda dovrà avere, comunque, il suo giusto epilogo. Per cui, se da un lato si spera che questo possa già arrivare attraverso il percorso politico, nel caso contrario dovrà essere tuttavia valutato il ricorso alle vie legali al fine di far valere i giusti diritti di questa Provincia e dei propri territori montani”.

 
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