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Il sindaco di Chiaramonte Gulfi, nella duplice qualità di primo cittadino e coordinatore provinciale dell’Anci, ha ritenuto doveroso segnalare, a più riprese, le crescenti penalizzazioni con cui da anni i Governi nazionali e regionali, al di là degli schieramenti politici, stanno vessando il mondo degli enti locali ed i Comuni in special modo.
“Ultima operazione in tal senso, che per il sottoscritto rappresenta la classica goccia che fa traboccare il vaso – scrive il sindaco Giuseppe Nicastro in una nota inviata al presidente dell’Anci Sicilia e al presidente dell’Anci nazionale – è data dal taglio del 12,50% sui trasferimenti regionali ai Comuni tra i 5 ed i 10mila abitanti. Si tratta di una manovra iniqua ed irresponsabile che, innanzitutto, crea una forte ed immotivata sperequazione con i Comuni con più di 10mila abitanti, penalizzati “solo” da una riduzione del 3%, laddove il rapporto direttamente proporzionale tra le potenzialità economiche e la grandezza demografica avrebbe dovuto garantire proprio ai Comuni minori, un trattamento meno penalizzante: perciò non solo non si capiscono le ragioni di tale differente trattamento, ma questo risulta contrario ad ogni logica ed attenzione di buon governo”. “A ciò va ovviamente aggiunto – prosegue il sindaco Nicastro – che una manovra del genere, in quanto interviene a fine esercizio, rende praticamente impossibile alle Amministrazioni il reperimento dei fondi necessari a compensare i pesanti tagli. Per cui, avendo ormai praticamente impegnato, a dicembre inoltrato, tutte le somme disponibili, si prospetta una chiusura dell’esercizio in corso con un pesante disavanzo di amministrazione che, come l’esperienza insegna, è il primo passo verso il rischio del dissesto finanziario. Ciò è assurdo ed inammissibile, perché ancora una volta fa cadere sulle spalle delle già tartassate Amministrazioni locali un fardello insostenibile, di cui non sono responsabili e pur tuttavia dovranno rispondere, alle proprie comunità e magari ai giudici contabili della Corte dei conti”. Ecco perché il sindaco Nicastro, nella sua qualità di primo cittadino di un piccolo centro e di portavoce dei colleghi di una intera provincia, ha ritenuto doveroso esprimere la più forte protesta.
“A questa protesta, però – dice ancora Nicastro – si aggiunge oggi un crescente sconcerto ed il disappunto per le posizioni dell’Anci nazionale e regionale che, seppure grazie alle posizioni politiche dei propri vertici, potrebbero sicuramente giovarsi del vantaggio di interloquire, rispettivamente su base nazionale e regionale, con governi amici, al contrario sembrano essersi appiattiti su posizioni di comodo, tutt’altro che critiche verso le forti penalizzazioni denunciate dalla base, come ad esempio sulla problematica del Patto di stabilità. Qualora non si apportassero, in termini molto brevi, le dovute modifiche ai trasferimenti regionali 2006, ripristinando una situazione di equità tra i Comuni, rassegnerò le dimissioni da coordinatore provinciale”.
Della protesta del sindaco di Chiaramonte, si è fatto portavoce il prefetto di Ragusa, Marcello Ciliberti, con un documento inviato al presidente della Regione e agli assessori regionali agli Enti locali e al Bilancio, auspicando da parte degli stessi le valutazioni e le determinazioni di competenza.
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