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Un'importante iniziativa per l'incremento turistico |
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giovedì 15 maggio 2008 |
Presto Alberghi, Ristoranti e attività dell’accoglienza del nostro Comune avranno la possibilità di concorrere per ottenere il MARCHIO DI QUALITA’ OSPITALITA’ ITALIANA. Un’iniziativa dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, della Camera di Commercio di Ragusa e del Comune di Chiaramonte Gulfi, darà la possibilità ad attività commerciali di eccellenza di fregiarsi del marchio Qualità Italiana riconosciuto a livello internazionale.
Infatti, a breve, da parte della Camera di Commercio di Ragusa, sarà emanato un bando per poter partecipare alla selezione finalizzata alla attribuzione dell’importante riconoscimento. Sono previste anche delle riunioni con gli operatori commerciali al fine di illustrare e condividere il progetto che le tre istituzioni porteranno avanti. Gli esercizi turistici che parteciperanno dovranno dimostrare di possedere i requisiti previsti dal Bando quale: pulizia, accoglienza, cortesia, professionalità, cura dei locali. qualità dei prodotti, materiale informativo, livello dei servizi offerti, informazioni sul territorio, entità ed esposizione dei prezzi ecc. E’ una valida occasione di verifica sulla qualità dei servizi offerti che daranno, a chi supererà la selezione, di essere annoverato nelle numerose pubblicazioni edite dall’Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche ed inserito nel circuito turistico internazionale. L’Istituto di Ricerca, nella riunione in cui anche del Comune di Chiaramonte Gulfi ha aderito al progetto, ha annunciato l’istituzione di un Osservatorio sul Turismo in provincia che effettuerà quattro rilevazioni ogni anno che affluiranno in una banca dati accessibile agli Enti per capire e intercettare le indicazione dei turisti e i settori di gradimento degli stessi al fine di poter orientare le politiche e gli investimenti turistici del nostro territorio. Il turismo è, a volte, argomento abusato ma pochi evidenziano che è terreno di studio scientifico in cui occorre mettere assieme istituzioni imprenditori ed enti locali se si vuole realmente uscire dal provincialismo. |